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Bivona, 03/10/2008

 Oggi finalmente sono riuscito a versare le somme dovute ad INPS e all’ INAIL per riuscire finalmente ad ottenere questo benedetto DURC senza l’aiuto di nessuno. Quindi ho dimostrato che anche sola una persona può percorrere una strada disseminata d’incognita ………. Sono deluso, sono molto deluso e amareggiato. Ho acquisito la consapevolezza di lottare da solo. Ho tentato in ogni modo di riprendere tutte le attività lavorative e risollevare la mia situazione finanziaria aziendale (per i lavori appaltati che non riesco a far ripartire avrei la possibilità di far lavorare dai 10 ai 15 operai e sono fermo da un anno), anche se confindustria mi è stata molto vicina con tutti i suoi organi, e vi ricordo che sono tutelato dai Carabinieri; il Prefetto di Agrigento, secondo me ha fatto il possibile per quanto di suo potere e anche umanamente mi è stato molto vicino. Ma secondo me non ci sono solo questi organi che si devono muovere per aiutare un imprenditore, ma sicuramente c’è ne sono tantissimi che non si fanno carico delle loro responsabilità. Anche il Banco di Sicilia si è mosso per darmi una mano d’aiuto, ma la burocrazia in questi casi è micidiale. E’ dal maggio 2007 che mi sento fare promesse di aiuto, che sicuramente come è successo o pure potrebbe accadere che l’aiuto arriverà quando una persona risolve da sé o chiude per fallimento. Comunque mi sento di dirvi una cosa in confidenza: a distanza di due anni da quando ho subito gli ultimi attentati, ho parlato ed ho scritto a tantissime persone fra le quali: Maurizio Costanzo, Enrico Mentana, Le Iene, Il Presidente della Regione Sicilia Raffaele Lombardo, L’ex presidente antimafia Forgione e l’On. Antonio Di Pietro ecc. . .Tutte persone nelle quali crediamo e spero che si facciano sentire al più presto. Forse non sto ricevendo nessun tipo di aiuto perché nella mia storia nessuna forza politica può farne << BANDIERA>>. Ora vi elenco le somme che ho pagato:

 All’INPS:

€ 2.422,00;

€ 760,00;

€ 768,97;

€ 604,23;

€ 175,24;

€ 418,31;

€ 125,03.

All’ INAIL:

€ 3.418,09.

Con ciò io continuo sempre a credere nelle istituzioni dello Stato e comunque questo è un mio pensiero, nessuno si deve offendere se un padre di famiglia, che sia imprenditore o no, quando chiede aiuto in qualsiasi modo alle nostre Istituzioni si deve aiutare tempestivamente e non abbandonarlo a se stesso dopo che il clamore mediatico si spegne, e non si devono fare pure le cose per facciata. Gli unici che hanno risposto all’ urlo disperato di aiuto che ho lanciato, scrivendo o contattando sono stati i componenti dell’Ass. Addio Pizzo. Se non avrò altre contrarietà spero di iniziare nuovamente a lavorare l’8/10/2008, ma se tutto questo ciò non dovrebbe avvenire sarà sicuramente per un altro intoppo burocratico se così lo vogliamo chiamare. Le ricevute di pagamento le pubblicheremo Lunedì 06/10/2008 per problemi tecnici.

 

 

Bivona 24/09/08
TROPPO TARDI! TEMPO SCADUTO!

Nonostante l’interessamento di Confindustria del Banco di Sicilia e le rassicurazioni del Prefetto che ha avviato le procedure per potere attingere al fondo per le vittime del racket, la burocrazia continua a danneggiare chi crede nello Stato e solo a lui si affida per essere tutelato da cittadino onesto. Oggi vendo anche l’escavatore marca Komatsu. Ciò mi consentirà di avere la liquidità di circa 15.000 euro. Con questi soldi, senza l’aiuto di nessuno, potrò pagare il D.U.R.C.  e potrò, forse, iniziare a lavorare. Incredibile! Quanti paladini della giustizia ho incontrato! Tutti in grado, a parole, di risolvere la mia situazione. Ma la realtà è ben diversa. Sapete qual è la mia unica fonte di energia che mi consente di continuare a guardare in faccia mia moglie e i miei figli? E’ la possibilità di poter dire a tutti, tramite il mio sito internet ed i giornali, come sono andate realmente le cose. Oggi credere nello Stato è sempre più difficile perché è sempre più difficile ottenere da esso la tutele sancite costituzionalmente. Allora sorge spontanea una riflessione: dopo il primo attentato quale alternativa avevo se non credere nello Stato? Ho già avuto delle offerte per l’acquisto del mezzo che ho messo in vendita. Questa non è una provocazione: devo versare le somme dovute sia  all’ INPS che all’ INAIL per ottenere il rilascio del DURC e pubblicherò le ricevute di pagamento su questo sito per dimostrare che ancora una volta quel che dico corrisponde al vero. In questa vicenda mi sono trovato davanti ad un bivio. Potevo scegliere la strada più facile da percorrere, bella e dritta, tutta in discesa con soldi facili è belle macchine. Ho preferito la strada in salita, tortuosa, ma su cui cammino da uomo onesto.

Bivona 22/09/08 

ERA ORA CHE QUALCUNO MI VENIVA A TROVARE        

Vorrei ringraziare gli esponenti della minoranza presso il consiglio comunale di Bivona, i quali mi hanno dimostrato di essermi vicini e assicurato la loro presenza alla manifestazione di solidarietà che sarà organizzata dalla chiesa locale.

Bivona 20/09/2008

Qualcosa incomincia a muoversi, un condominio privato di Bivona mi sta affidando dei lavori da realizzare nello stesso, io li ringrazio.

Bivona 14/09/08

Dopo l’articolo apparso questa mattina sul giornale di Sicilia, esprimo il mio pensiero che tutte le istituzioni dello Stato si facciano carico ad aiutare le imprese, che  come me hanno subito degli attentati e le istituzioni non ci devono far soffrire più di tanto. Io sono una persona che ho degli ideali precisi, credo nella legalità e in tutte le istituzioni dello Stato, ma mi sento in dovere di urlare ad alta voce in nome di tutti gli imprenditori che vogliono combattere o già impegnati in prima persona nella lotta contro il racket. L’unica cosa che chiedo, è che lo Stato ci stia accanto con tutte le istituzioni, fino a ieri per motivi burocratici, che ancora non riesco a capire, mi è stato ritrattato uno dei tre lavori che mi ero aggiudicato da un privato. Ma vi prometto che urlerò a squarcia gola per cercare di migliorare questo iter burocratico, perchè l’unico pensiero di un imprenditore deve essere quello di produrre, riuscire a pagare le tasse e l’obbiettivo principale, quello di far crescere la propria azienda. Concludo accennando, che giorno 11 settembre, venendomi a fare una visita l’arciprete di Bivona, Don Giuseppe Castellano, mi ha mostrato tantissima solidarietà e si è ripromesso che vuole organizzare una fiaccolata dedicata ad una giornata per la legalità. Tutto faremo, meno che andarcene dal nostro paese, lotteremo contro l’illegalità e l’ingiustizia. Anche se dovessi essere costretto a vendere tutto ciò che mi appartiene continuerò a lottare contro il racket, cercando di invogliare ed incoraggiare anche altri che si trovino nella mia stessa situazione, a credere nelle istituzione, denunciando i soprusi subiti. Sono nato e cresciuto qui, tra queste montagne. E qui continuerò a vivere per garantire un futuro ai miei figli, ai quali ricordo sempre di non cedere a chi cerca di ledere la propria dignità di uomo libero.

Il 4 settembre alle ore 10.00, sono stato convocato dal Prefetto di Agrigento che davanti a me ha telefonato al sindaco di Bivona, al direttore dell’INPS ed a quello dell’INAIL di Agrigento, ricevendo assicurazione su una risoluzione immediata del caso, ma purtroppo nonostante l’interessamento del Prefetto, che mi ha fatto accompagnare personalmente dal capitano Giuseppe Asti dei carabinieri di Cammarata al comune di Bivona, non è cambiato niente, sono sempre di più con l’acqua alla gola. Non ho ottenuto il DURC e non ho potuto partecipare a gare di appalto e di conseguenza non potro lavorare. La mia attività aveva più di 15 impiegati e adesso anche loro sono a spasso, in attesa che io possa riprendere i lavori. Sono con l’acqua alla gola. Lo Stato dice di aiutare le vittime del racket e dell’usura, ma quando lo fa? Quando sarà troppo tardi e non avrò più la possibilità di coprire le passività che nel tempo avrò accumulato. . . . . . . Sarò costretto a chiudere l’impresa ed andare via da Bivona? Sconfitto? Sconfitto per aver creduto nello Stato? No, non voglio essere tale. L’unico segno tangibile che viviamo in uno stato di diritto è che i Carabinieri mi tutelano. Solo con loro riesco a muovermi serenamente, considerato che alcune persone di Bivona guardano di malocchio i miei familiari.

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