Comunicato Stampa

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Ribadisco tutto il mio grave rammarico per la decisione con la quale la Commissione Centrale, presieduta dal viceministro Filippo Bubbico, ha revocato il programma di protezione. Non ho mai detto che mi è stata revocata la scorta ma forse c’è chi intende confondere i cittadini italiani rassicurandoli su fatto che questa notizia è destituita di fondamento. Insomma siamo stati rassicurati che si tratta di una notizia non notizia! Io penso che in questo Paese abbiamo visto barbaramente assassinati i nostri figli migliori ed io e la mia famiglia non vogliamo fare la stessa fine. La Commissione Centrale mi ha revocato il programma di protezione, si rifiuta di consegnarmi le due perizie dello stesso Ministero degli Interni nella quale si evince che la mia azienda è fallita perché lo Stato non ha fatto per intero la sua parte e mi si dice che possiamo fare sonni tranquilli perché lo Stato non mi abbandonato. E mentre gli italiani sonnecchiano dopo aver sentito questa balla, nella mia abitazione si consuma un dramma familiare che ci sta distruggendo. Con buona pace dell’antimafia  Istituzionale e civile.

Comunicato Associazione Nazionale Testimoni di Giustizia

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L’Associazione Nazionale Testimoni di Giustizia esprime piena solidarietà e vicinanza a Ignazio Cutrò destinatario del provvedimento di revoca del programma di protezione dalla Commissione Centrale presieduta dal viceministro dell’interno, senatore del Partito Democratico Filippo Bubbico. Lo stesso senatore e viceministro che nella veste di presidente della Commissione Centrale rifiuta al Cutrò la consegna delle relazione del Viminale che confermano che l’impresa edile di Cutrò è fallita a causa delle denunce contro la mafia della Bassa Quisquina. A breve, entro un anno, arriverà la decisione del Prefetto di Agrigento che porterà al  depotenziamento della scorta dapprima ai familiari e poi a Ignazio Cutrò. A questo punto Cosa Nostra potrà compiere indisturbata la sua vendetta contro Ignazio Cutrò così come ha fatto con Domenico Noviello barbaramente assassinato. Lo Stato protegge i collaboratori di giustizia, molti persino da decenni, invece Ignazio Cutrò viene punito perché la sua è una voce Libera, colpito per educare i testimoni di giustizia alla disciplina della Commissione Centrale del Ministero degli Interni. Non resta allora che qualcun’altro si occupi di abbattere fisicamente Ignazio Cutrò. In Sicilia, nell’entroterra di Agrigento dove vive la famiglia Cutrò, quel qialcun’altro ha già lubrificato le armi…..

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