Comunicato Stampa

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L’Associazione Nazionale Testimoni di Giustizia unitamente al suo Presidente Ignazio Cutrò esprimono la propria soddisfazione per l’approvazione, in data odierna al Senato, del decreto legge 31 agosto 2013, n.101 che consente di potenziare e armonizzare significativamente la legislazione in materia di protezione dei testimoni di giustizia. La nuova legge consentirà ai testimoni di giustizia di accedere al mondo del lavoro non solo in forza di esigenze solidaristiche ma anche del principio di valorizzazione dei testimoni che spesso sono soggetti a fenomeni di vera e propria vittimizzazione “secondaria”. L’Associazione Nazionale Testimoni di Giustizia, ispiratrice e promotrice del provvedimento legislativo, ringrazia il Governo Letta, il Parlamento e tutti gli uomini e donne di buona volontà per il loro contributo per quello che può certamente definirsi “Gesto di Giustizia “. Per anni si è colpevolmente taciuto e sottovalutato il problema e molte vite umane sono state gravemente e irrimediabilmente compromesse. Oggi si è compiuto un decisivo passo in avanti nella lotta contro le mafie. In buona sostanza si scrive Lavoro ma si legge Futuro.

Comunicato stampa

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“Solidarietà e vicinanza all’amico e giornalista Calogero Parlapiano, che da quanto apprendo,in un suo amaro sfogo, ha subito un duro attacco per le vicende che mi riguardano – a dirlo è Ignazio Cutrò, il testimone di giustizia bivonese. Purtroppo – continua Ignazio Cutrò- questo atto testimonia ancora l’esposizione nella quale vessiamo l’intera famiglia, il magistrato Vella che anche oggi è stato oggetto di cronaca e anche le persone perbene che ci stanno accanto, come in questo caso. La società civile deve prendere coscienza, perché da sempre affermo che la maggior parte della mia comunità, dei siciliani e degli italiani tutti è rappresentato da persone oneste, che però si nascondono dietro un masso; solo in questo modo potremmo sconfiggere il cancro della criminalità organizzata, le mafie: compatti, l’uno vicino all’altro perché le istituzioni ci sono. Non è di certo ammissibile che ancora ad oggi, il dott. Salvatore Vella, sia privo di un servizio di scorta dopo le vicende giudiziarie penali per mafia che lo hanno visto coinvolto da pubblica accusa e così assicurando diversi esponenti mafiosi alla giustizia. Auspico – aggiunge ancora Cutrò-, che la gran parte dei cittadini onesti, prima di tutto, e le istituzioni provvedano a trovare delle soluzioni per tutelare al meglio i cittadini che mettono in ballo la loro vita per garantire e divulgare il messaggio della legalità.”

Lo sfogo di Calogero

 

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