Comunicato Stampa

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Palermo, 19 dic.-  L’imprenditore antiracket Ignazio Cutro’, che denuncio’ i propri estortori e da allora vive sotto scorta, ha incontrato oggi a Palazzo d’Orleans il Presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta. Nel corso dell’incontro Cutro’ ha consegnato al Governatore sicilianao una lettera, firmata dallo stesso, ma anche da altri due testimoni di giustizia, Giuseppe Carini e Piera Aiello per “sottoporle il nostro estremo disagio e abbandono da parte delle istituzioni del paese. Da anni – dicono – denunciamo il nostro totale stato di abbandono”. In particolare, i testimoni di giustizia chiedono a Crocetta il “reinserimento lavorativo e sociale”. “Se il Governo Cuffaro si e’ reso promotore di una legge regionale per l’assunzione dei familiari delle vittime non vedo perche’ mai il Governo regionale da Lei presieduto non possa allargare la legge ai testimoni di giustizia o in alternativa adottare una nuova legge che sulla falsariga di quanto ipotizzato da Beppe Lumia preveda l’assunzione dei testimoni nella pubblica amministrazione”. “Per noi testimoni di giustizia siciliani costituirebbe la prova del sostegno, senza se e senza ma, a quanti hanno sacrificato la propria vita e il proprio futuro per la liberta’ della nostra terra e sarebbe un gesto di forte impatto politico e sociale. Un segnale chiaro ai detrattori che tante chiacchiere hanno scritto e detto durante la campagna elettorale”. E ricordano che la Regione Calabria ha gia’ adottato provvedimenti in questa direzione “per sostenere quei cittadini calabresi onesti in materia di contrasto alla ‘ndrangheta”. A Durante l’incontro Crocetta si e’ detto disponibile ad approvare una legge che preveda l’assunzione dei testimoni di giustizia alla Regione. “Sono felice – dice Cutro’ – perche’ il Governatore ha dimostrato grande disponibilita’ e sensibilita’”.

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Continua incessante l’opera sul territorio dello sportello antiracket dell’associazione “Libere terre” dell’imprenditore bivonese Ignazio Cutrò, a sostegno di coloro i quali decidono di denunciare le vessazioni della criminalità organizzata. Ospitato nella sede della Confartigianato di Agrigento, in via XXV aprile, lo sportello fin dalla sua inaugurazione ha già dato sostegno e supporto a poco meno di dieci imprenditori, decisi nel manifestare il loro “no” alla prepotenza mafiosa. Un aiuto, sia morale che legale, che vuole essere da stimolo nella lotta alla mafia e al racket delle estorsioni. “Il nostro impegno è soprattutto teso a non lasciare soli gli imprenditori che decidono di denunciare – dice Ignazio Cutrò – , perché la paura più frequente è quella di rimanere soli dopo aver denunciato i propri aguzzini. Noi questo non dobbiamo permetterlo e dobbiamo aiutare lo Stato a dare sostegno ai cittadini ‘coraggiosi’. Soltanto se ci uniamo possiamo vincere”. Per contattare lo sportello antiracket basta comporre il numero verde 800 92 63 87.
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