Comunicato Stampa

Filed Under: Articoli in Home, Comunicati Stampa    by: admin

Non posso che plaudire al Decreto del Consiglio dei Ministri che ha mantenuto

il Tribunale di Sciacca, insostituibile presidio della lotta alla Mafia ed alla

criminalità organizzata, che ha operato ed opera in un ambito, che ricomprende

tra l’altro la c.d Bassa Quisquina , che si è caratterizzata per essere stata

teatro continuativamente , costantemente e per decenni di delitti efferati,

di fatti omicidiari, di incendi, estorsioni, sequestri e per avere dato i natali a

personaggi mafiosi di tutto rilievo e di notevole spessore criminale.

 

Tribunale di Sciacca che ha mostrata tutta la propria efficacia di contrasto al

fenomeno mafioso proprio, ed anche, in occasione del processo , da recente

definitosi, che ha visto alla sbarra i soggetti da me denunziati e condannati a

pesanti pene detentive; processo dove mi sono costituito parte civile .

 

La delocalizzazione della giustizia, per quanto necessaria a fini di carattere

economico, tuttavia non può, né deve prescindere dall’esigenza di dare

immediata e pronta risposta alla fame di giustizia che dev’essere resa in termini

di prontezza ed efficienza, ma anche in termini di vicinanza rispetto ai fatti ed

agli uomini di cui è demandata di occuparsi.

 

In Sicilia e nell’agrigentino non può dunque valere la fredda logica dei numeri

o dei calcoli di natura economica, tralasciando i concreti aspetti della peculiare

lotta che qui si conduce ogni giorno , con mezzi scarsi e con enorme sacrifici

personali di pochi uomini, Servitori dello Stato (quale anch’io mi sento di essere

quale Testimone di Giustizia) , avverso un nemico potente, con ramificazioni

articolate e diffuse ed economicamente attrezzato, quale appare essere il

fenomeno mafioso.

 

Abolire , come proposto, ma per fortuna non accettato dal Consiglio dei

ministri, il Tribunale di Sciacca, sarebbe stato, dunque un premio aggiuntivo

ed insperato per l’organizzazione criminale mafiosa, che, come a tutti noto,

soffoca l’economia e l’imprenditoria e le attività produttive in genere , con i

suoi condizionamenti, i suoi balzelli, la sua prepotenza e prevaricazione.

 

Grazie dunque a tutti i coloro i quali si sono battuti per il mantenimento del

Tribunale di Sciacca, ai magistrati del quale (della Procura e della Giudicante)

deve andare la gratitudine di tutti i cittadini per espletare il loro lavoro in una

terra di frontiera.

 

Agrigento,li 10.8.2012

 

Il Testimone di Giustizia Ignazio Cutrò

La storia di Ignazio Cutrò diventerà un libro (COMUNICATO STAMPA).

Filed Under: Articoli in Home, Comunicati Stampa    by: admin

La notizia circolava sui social network da qualche settimana, ma solo ora Ignazio Cutrò ha potuto confermare che la sua storia, aggiornata fino agli ultimissimi sviluppi, sarà raccontata in un libro dal titolo eloquente: “In culo alla mafia. Non cedere alla malavita si può”, edito da Aliberti, che sarà in tutte le librerie a Novembre di quest’anno.

Il volume, che l’editore emiliano Francesco Aliberti ha voluto fortemente, sarà scritto a quattro mani da Cutrò stesso e dal giornalista e scrittore siciliano Benny Calasanzio Borsellino, che con Aliberti ha da poco pubblicato “Fino all’ultimo giorno della mia vita” scritto insieme a Salvatore Borsellino, fratello del giudice ucciso in Via D’Amelio.

“Sono felice di poter confermare la pubblicazione di questo libro che avrei sempre voluto scrivere, ma che aspettavo di poter chiudere con un lieto fine, che nel mio caso non poteva che essere che il mio ritorno a fare l’imprenditore” ha detto Cutrò, appena tornato da Verona dove insieme a Calasanzio Borsellino hanno registrato le interviste.

Il libro conterrà tutta la storia di Cutrò con alcuni stralci inediti, soprattutto sul versante delle indagini a cui Cutrò ha contribuito in modo decisivo.


Diritti riservati a www.ignaziocutro.com Contattaci a: info@ignaziocutro.com