“Sono solo canzonette” di Ignazio Cutrò.

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Ormai è saputo e risaputo quello che sta accadendo. A seguito della non accettazione, da parte di alcuni enti previdenziali e fiscali Statali, della sospensione dei termini di scadenza rilasciata dalla Prefettura di Agrigento, come previsto dall’art. 20 della legge 44/99, oggi, da procedura per le somme non pagate che già dovevano essere bloccate da quel provvedimento, la Serit agenzia per la riscossione invia una comunicazione preventiva ipotecaria che avrà effetto dopo un mese dal suo arrivo se ovviamente non si pagano i quasi 86 mila euro tra interessi ed arretrati. La Serit indubbiamente sta solo seguendo la sua scaletta burocratica, non gli si può dare una colpa ne all’ufficio scrivente ne tanto meno alla mafia arrivata a questo punto, perché parliamo di burocrazia Statale in questo caso. In effetti, vige una normativa che dovrebbe tutelare le persone che denunciano, i cosiddetti “Testimoni di Giustizia” (ovviamente quelli riconosciuto dalla Commissione Centrale di Sicurezza) che a seguito dell’impegno preso con la magistratura vengono aiutati nel reinserimento sociale, ed anche nel campo lavorativo per i Testimoni di Giustizia che restano sul luogo d’origine. Purtroppo sarà stata per colpa delle vacanze natalizie, almeno spero, perché l’articolo 12, comma 4 del DM 23 aprile 2004, n.161 recita:

Art. 12.

(Testimoni di giustizia)

4. La Commissione, a mezzo del Prefetto, cura che il testimone permanga nella località di origine e prosegua o riprenda le attività ivi svolte, sempre che non sussistano esigenze di sicurezza che rendano necessario il trasferimento in un luogo protetto, a cura del Servizio centrale di protezione.

Si è vero che la legge è ad interpretazione, ma quel detto più famoso dice che “la legge è uguale per tutti”. Non si mette in dubbio il lavoro di nessuno, l’operato di nessun ufficio, si vuole solo trasmettere la concretezza di quello che sta accadendo oggi, e si sta facendo di tutto per evitare che accada domani, quando altri imprenditori decidono di liberarsi del morbo mafioso, così avviando un cammino verso la legalità più libero e limpido del mio. Non abbiate paura, imprenditori, quello che sta accadendo oggi qua a me è colpa nostra, si, perché mai nessuno si era avventurato per il sentiero della denuncia, quindi anche la macchina burocratica non era pronta, ma ormai si spera che tutto si risolva nel più breve tempo possibile, perché credo nella Giustizia, nello Stato, nonché nelle figure che lo rappresentano nella provincia di Agrigento: la Prefettura, che spero presto riescono ad attivare le varie procedure per dimostrare che lo Stato esiste e sta accanto di chi vuol andare a braccetto con Esso. Grazie sempre per l’impegno dimostrato dalle Istituzioni, Grazie alla Magistratura, Grazie alle Forze dell’Ordine che tutelano noi cittadini e Grazie ai Carabinieri che ci permettono di trascorrere giornate più “tranquille” con la loro protezione, Grazie a tutte le persone che mi sostengono e che mi hanno dimostrato solidarietà, Ignazio Cutrò.

Ricordate che è una lotta comune quella che combattiamo contro l’illegalità!

Ignazio Cutrò su La7

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Terra del 24/12/2011

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Giornale di Sicilia del 24/12/2011

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Giornale di Sicilia del 24/12/2011

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