.: Il primo attentato: l’incendio di una pala meccanica :.

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La sera del 10 ottobre 1999, viene rinvenuta in C\da Canfutino la pala meccanica incendiata, la causa viene attribuita ad incendio doloso; viene svolta una denuncia contro ignoti presso la stazione dei carabinieri di Bivona appartenenti alla Compagnia dei Carabinieri di Cammarata.

 

.: La prima denuncia contro ignoti :.

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La sera dell’incendio eravamo io ed i mie fratelli a casa mia. Verso le ore venti andai ad accompagnare mio fratello, il più piccolo, a casa dei mie genitori. Ero appena ritornato quando mi arrivò una telefonata da mio nipote Antonino, figlio di mia sorella, il quale mi diceva di recarmi con urgenza a Confutino dove avevo ferma una pala sullo spiazzo di una casa. Subito mi recai sul posto e li trovai la squadretta antincendio della Forestale e i Carabinieri di Bivona i quali erano stati avvisati da un ragazzo di Santo Stefano Quisquina che casualmente si  era trovato a passare da li. Arrivò mio padre con degli estintori, ma i Carabinieri non ci facevano avvicinare perché le fiamme erano troppo alte e c’era il serio pericolo che potesse esplodere la tanica. Mio padre non si sentì di restare fermo a guardare con le mani in mano e vedere bruciare quel mezzo che fino a quel giorno ci aveva portato lavoro. Senza pensarci due volte si buttò sulle fiamme con l’estintore e le spense rischiando la propria vita.  Andai a fare la prima denuncia contro ignoti: così è iniziato il mio calvario.
Smontai tutta la pala, la sverniciai e la rivernicia, ci sono voluti tanti pezzi di ricambio nuovi e solo dopo otto mesi riuscii a metterla in funzione. Spesi tanti soldi ma non mi sentivo di abbandonare quel mezzo. Ricordo ancora la solidarietà del rivenditore dei pezzi di ricambio di Palermo. Oggi devo ringraziare coloro che hanno tentato di intimidirmi di una cosa: dopo dieci anni di sofferenza sono diventato così come sono, so distinguere il bene dal male. Tu chiunque sia che stai leggendo vorrei darti un consiglio: non abbassare mai la guardia, non ti fidare mai di nessuno, non dire mai dove vai, dove sei, ricordati che sei solo contro un nemico invisibile. E se un giorno metteranno in dubbio il tuo operato, come è successo a me, non ti scoraggiare, vuol dire che hai raggiunto il tuo obiettivo. Per te è importante, vuol dire che ti hanno sottovalutato e sei in vantaggio, potrai colpire quando vorrai e troverai un nemico  indifeso. Devi saperti controllare, valuta bene con gli occhi aperti, devi avere sempre la mente lucida, non ti potrai permettere distrazioni, non devi mollare mai!. Spero che non ti succeda mai quello che è successo a me. Se in passato hai cercato aiuto o in futuro vorrai andare a bussare ad una porta amica, se si metteranno a disposizione e penserai ci siamo: stai in guardia. L’indomani potresti ascoltare una telefonata e quella persona ha detto tutto il contrario di quanto ha promesso a te. Se questo succedesse chiamalo subito e digli: scusi non so più di chi devo fidarmi, se devo proteggermi dall’alto, dal basso, da destra o da sinistra. Lui capirà e sicuramente diventerà un tuo fedele alleato. Ma ricordati sempre che sei solo e resterai solo. E se avrai la fortuna di incontrare un amico sincero tienitelo stretto, fidati di lui. A me è successo, il lo chiamo Cicci perché lui non è in cerca di glorie ma il suo obiettivo è quello di dare coraggio e tendere una mano ad un amico che si trova in difficoltà.

 

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