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	<title>Ignazio Cutrò</title>
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		<title>Lettera anonima ad Ignazio Cutrò</title>
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		<pubDate>Sun, 12 May 2013 13:04:02 +0000</pubDate>
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		<title>Trailer &#8220;Si può vincere&#8221;.</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Apr 2013 18:24:49 +0000</pubDate>
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		<title>Comuncato stampa</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Feb 2013 19:13:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[Roma, 27 febbraio 2013 &#160; Confartigianato Sicilia e Confindustria Sicilia insieme con l’Associazione Nazionale Testimoni di Giustizia nella lotta contro le mafie &#160; Firmato oggi a Roma un protocollo d’intesa ​ Confartigianato Sicilia, Confindustria Sicilia e l’Associazione Nazionale Testimoni di Giustizia saranno impegnate insieme nella lotta contro le mafie e in attività volte alla tutela ed al sostegno delle imprese [...]]]></description>
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<p>Roma, 27 febbraio 2013</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Confartigianato Sicilia e Confindustria Sicilia</p>
<p>insieme con l’Associazione Nazionale Testimoni di Giustizia</p>
<p>nella lotta contro le mafie</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Firmato oggi a Roma un protocollo d’intesa</p>
<p>​</p>
<p>Confartigianato Sicilia, Confindustria Sicilia e l’Associazione Nazionale Testimoni di Giustizia saranno impegnate insieme nella lotta contro le mafie e in attività volte alla tutela ed al sostegno delle imprese a rischio di infiltrazione criminalità sul territorio regionale e nazionale.</p>
<p>E’ l’obiettivo del Protocollo d’intesa siglato oggi a Roma, nella sede di Confartigianato alla presenza del Presidente Giorgio Merletti, dal Presidente di Confartigianato Sicilia, Filippo Ribisi, dal Vice Presidente di Confindustria Sicilia Giuseppe Catanzaro, dal Presidente dell’Associazione Nazionale Testimoni di Giustizia Ignazio Cutrò.</p>
<p>L’Associazione Nazionale Testimoni di Giustizia riunisce cittadini e imprenditori che hanno avuto il coraggio di denunciare, testimoniando nelle aule dei tribunali o nelle altre sedi competenti, i reati di mafia e delle varie forme di criminalità organizzata.</p>
<p>L’accordo impegna le tre associazioni a promuovere progetti territoriali e locali che abbiano tra gli obiettivi la restituzione alla collettività delle ricchezze e dei patrimoni accumulati illecitamente dalla criminalità anche di tipo mafioso.</p>
<p>In base al Protocollo d’intesa, Confartigianato Sicilia e Confindustria Sicilia renderanno disponibili all’Associazione nazionale Testimoni di Giustizia le informazioni e gli studi di natura economico-statistica elaborati dai propri uffici, prevedendo anche forme di accesso alle proprie banche dati. Sarà, inoltre, istituito un Osservatorio nazionale che avrà il compito di identificare le migliori azioni per l’utilizzo sociale dei beni confiscati alla criminalità organizzata. Confartigianato Sicilia e Confindustria Sicilia si impegnano altresì con l’Associazione Nazionale Testimoni di Giustizia in iniziative contro i soprusi, la mafia, la collusione, l’illegalità, nel pieno rispetto del Codice etico approvato dalle Giunte regionali delle due Organizzazioni imprenditoriali.</p>
<p><a href="http://www.ignaziocutro.com/ic01/wp-content/uploads/2013/02/foto1.jpg" target="_blank"><img class="alignnone  wp-image-2561" title="foto(1)" src="http://www.ignaziocutro.com/ic01/wp-content/uploads/2013/02/foto1-225x300.jpg" alt="" width="139" height="186" />  </a><a href="http://www.ignaziocutro.com/ic01/wp-content/uploads/2013/02/foto.jpg" target="_blank"><img class="alignnone  wp-image-2562" title="foto" src="http://www.ignaziocutro.com/ic01/wp-content/uploads/2013/02/foto-225x300.jpg" alt="" width="128" height="169" /></a><a href="http://www.ignaziocutro.com/ic01/wp-content/uploads/2013/02/foto1.jpg"><br />
</a></p>
</div>
</div>
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		<title>Comunicato stampa</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Feb 2013 09:48:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;La mia storia è partita da qui ed è proprio da qui che voglio iniziare la mia nuova esperienza&#8221;. A parlare è Ignazio Cutrò, presidente della neonata Associazione nazionale Testimoni di giustizia. Cutrò presenterà gli obiettivi di questa nuova organizzazione nel corso di una conferenza stampa, che si terrà giovedì mattina, alle ore 11, nei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;La mia storia è partita da qui ed è proprio da qui che voglio iniziare la mia nuova esperienza&#8221;. A parlare è Ignazio Cutrò, presidente della neonata Associazione nazionale Testimoni di giustizia. Cutrò presenterà gli obiettivi di questa nuova organizzazione nel corso di una conferenza stampa, che si terrà giovedì mattina, alle ore 11, nei locali di Confartigianato Agrigento (via XXV aprile, Agrigento).<br />
Gli organi di stampa sono invitati a partecipare.</p>
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		<title>Comunicato stampa</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Feb 2013 17:26:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I Testimoni di Giustizia e le associazioni antimafia insieme per lottare le mafie. Nasce dall’impegno di alcuni protagonisti dell’antimafia italiana: Piera Aiello, Francesco Alfano, Giuseppe Carini, Pietro Di Costa, Elvio Di Cesare Ignazio Cutrò e Antonio Turri, l’Associazione Nazionale dei Testimoni di Giustizia. L’A.N.T.G. mette in collegamento tutti quei cittadini onesti che hanno avuto il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I Testimoni di Giustizia e le associazioni antimafia insieme per lottare le mafie.</p>
<p>Nasce dall’impegno di alcuni protagonisti dell’antimafia italiana: Piera Aiello, Francesco Alfano, Giuseppe Carini, Pietro Di Costa, Elvio Di Cesare Ignazio Cutrò e Antonio Turri, l’Associazione Nazionale dei Testimoni di Giustizia.<br />
L’A.N.T.G. mette in collegamento tutti quei cittadini onesti che hanno avuto il coraggio di denunciare testimoniando nelle aule dei tribunali o nelle altre sedi competenti i misfatti delle mafie e i reati commessi dalle varie forme di criminalità organizzata . Presidente dell’Associazione è stato eletto Ignazio Cutrò mentre faranno parte dell’organismo direttivo numerosi testimoni di giustizia, i rappresentanti delle associazioni promotrici, avvocati e giuristi di spessore nazionale.<br />
Troppo spesso questi veri protagonisti della lotta alle mafie, alla corruzione ed al malaffare sono dimenticati o peggio lasciati soli, senza le opportune protezioni e ridotti alla povertà dopo aver avuto il coraggio della denuncia e la forza di andare contro corrente in un Paese con larghe sacche di omertà ad ogni livello.<br />
Le recenti vicende riguardanti i tre imprenditori di Catania in sciopero della fame per gridare tutta la loro disperazione ed isolamento per aver avuto il coraggio di resistere alle mafie, hanno indotto le associazioni I Cittadini Contro le Mafie e la Corruzione, Antonino Caponnetto, Ass.ne Nazionale dei Familiari delle vittime di Mafia e LibereTerre e soprattutto ben 36 testimoni di giustizia, sui soli 78 italiani che hanno avuto il coraggio di denunciare fatti delittuosi riconducibili ai clan mafiosi, a riunirsi nel Casale della Legalità e della Giustizia di Latina Scalo per costituire l’ Associazione dei Testimoni di Giustizia.<br />
Finisce con oggi la strategia dell’isolamento e della vergogna con cui molti Testimoni sono costretti a vivere la loro condizione di donne e uomini di coraggio.<br />
Molti testimoni dopo aver fatto il loro dovere di cittadini consapevoli e coraggiosi, vengono lasciati senza protezione e senza sostentamento economico perché spesse volte le risorse pubbliche vengono investite non tenendo conto che lo Stato deve essere vicino alle vittime delle mafie prima che diventino eroi da celebrare da morti sugli altari civili o religiosi.<br />
Le dichiarazioni del presidente dell’ A.N.T.G. Ignazio Cutrò: “Questo è un evento storico perché per la prima volta i testimoni di giustizia sono riusciti a riunirsi ed a costituire una propria associazione. Abbiamo avuto l’esigenza di formare un gruppo perché non vogliamo più avere intermediari rispetto alle nostre esigenze, ruolo che fino ad oggi è stato ricoperto dalle varie associazioni e fondazioni antiusura ed antiracket. E’ necessario che i testimoni di giustizia vengano rappresentati da persone che si trovano nella loro stessa situazione e che di conseguenza possano accedere a quanto gli spetta senza intermediari. Noi siamo con lo Stato e lo abbiamo dimostrato attraverso le nostre denunce e la rinuncia ad una vita normale, le vere vittime non siamo noi ma le nostre famiglie. E’ quindi necessario che anche lo Stato stia con noi. Chiedo inoltre al Ministro dell’Interno che a noi testimoni di giustizia e soprattutto alle nostre famiglie vengano riconosciuti gli stessi diritti che hanno i familiari delle vittime di mafie e del terrorismo. Ma il primo diritto che ognuno di noi testimoni dovrebbe tornare ad avere è quello al lavoro. Ci auguriamo inoltre che nei prossimi incontri, i testimoni riscontrino meno difficoltà nelle autorizzazioni agli spostamenti che pure sono un nostro diritto, come accaduto ieri per la convocazione relativa la costituzione della nostra associazione.</p>
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		<title>Lettera 2013</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Jan 2013 18:46:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Oggi mi rivolgo a tutti i siciliani: cosi voglio iniziare il 2013; secondo il mio punto di vista ci sono tre tipi di vigliacchi: 1) C’è chi dice di avere paura e non denuncia; (La paura l’ho vissuta sulla mia pelle, è la prima essenza della lotta, la paura arriva direttamente al cuore e da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi mi rivolgo a tutti i siciliani: cosi voglio iniziare il 2013;<br />
 secondo il mio punto di vista ci sono tre tipi di vigliacchi:<br />
1) C’è chi dice di avere paura e non denuncia; (La paura l’ho vissuta sulla mia pelle, è la prima essenza della lotta, la paura arriva direttamente al cuore e da li parte il coraggio per non piegarsi, per lottare e per resistere).<br />
2) Ci sono quelli che stanno a guardare e che aspettano che gli altri facciano tutto al posto loro, vedono e sono ciechi, sentono e dicono d’esser sordi, non gridano forte che i mafiosi sono solo quattro pezzi di merda perché dicono che sono muti; (In pratica gli piace come si dice dalle nostri parti, “stare narrè lu pitrune”, rimanere dietro il masso a guardare mentre gli altri lottano per loro).<br />
3) Poi c è la categoria dei vigliacchi con lo status: quelli che per convenienza convivono con la mafia, sanno cosa fanno, pagano e li proteggono; (Questi sono peggio dei mafiosi, sono uguali ma vogliono apparire come vittime o addirittura come persone perbene, e francamente a loro gli dico una cosa: “siete ancora in tempo a denunciare i vostri soci, ma non per voi ma per i vostri figli”).<br />
Si parla tanto di antimafia, tante promesse da marinaio; i politici, e spero non tutti, ne fanno bandiera nei loro programmi elettorali, ma ci vogliono le concretezze e non le parole, le leggi, gli aiuti per chi denuncia e poi perde tutto, e poi cari cittadini ricordatevi che lo Stato siamo noi, si siamo noi gente comune, la denuncia non si fa per coraggio ma per dignità e per garantire un futuro migliore per i nostri figli. In culo alla mafia.<br />
Ignazio Cutrò &#8211; Testimone di Giustizia</p>
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		<title>Comunicato Stampa</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Dec 2012 19:01:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[Palermo, 19 dic.-  L&#8217;imprenditore antiracket Ignazio Cutro&#8217;, che denuncio&#8217; i propri estortori e da allora vive sotto scorta, ha incontrato oggi a Palazzo d&#8217;Orleans il Presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta. Nel corso dell&#8217;incontro Cutro&#8217; ha consegnato al Governatore sicilianao una lettera, firmata dallo stesso, ma anche da altri due testimoni di giustizia, Giuseppe Carini [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Palermo, 19 dic.-  L&#8217;imprenditore antiracket Ignazio Cutro&#8217;, che denuncio&#8217; i propri estortori e da allora vive sotto scorta, ha incontrato oggi a Palazzo d&#8217;Orleans il Presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta. Nel corso dell&#8217;incontro Cutro&#8217; ha consegnato al Governatore sicilianao una lettera, firmata dallo stesso, ma anche da altri due testimoni di giustizia, Giuseppe Carini e Piera Aiello per &#8220;sottoporle il nostro estremo disagio e abbandono da parte delle istituzioni del paese. Da anni &#8211; dicono &#8211; denunciamo il nostro totale stato di abbandono&#8221;. In particolare, i testimoni di giustizia chiedono a Crocetta il &#8220;reinserimento lavorativo e sociale&#8221;. &#8220;Se il Governo Cuffaro si e&#8217; reso promotore di una legge regionale per l&#8217;assunzione dei familiari delle vittime non vedo perche&#8217; mai il Governo regionale da Lei presieduto non possa allargare la legge ai testimoni di giustizia o in alternativa adottare una nuova legge che sulla falsariga di quanto ipotizzato da Beppe Lumia preveda l&#8217;assunzione dei testimoni nella pubblica amministrazione&#8221;. &#8220;Per noi testimoni di giustizia siciliani costituirebbe la prova del sostegno, senza se e senza ma, a quanti hanno sacrificato la propria vita e il proprio futuro per la liberta&#8217; della nostra terra e sarebbe un gesto di forte impatto politico e sociale. Un segnale chiaro ai detrattori che tante chiacchiere hanno scritto e detto durante la campagna elettorale&#8221;. E ricordano che la Regione Calabria ha gia&#8217; adottato provvedimenti in questa direzione &#8220;per sostenere quei cittadini calabresi onesti in materia di contrasto alla &#8216;ndrangheta&#8221;. A Durante l&#8217;incontro Crocetta si e&#8217; detto disponibile ad approvare una legge che preveda l&#8217;assunzione dei testimoni di giustizia alla Regione. &#8220;Sono felice &#8211; dice Cutro&#8217; &#8211; perche&#8217; il Governatore ha dimostrato grande disponibilita&#8217; e sensibilita&#8217;&#8221;.</p>
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		<title>Comunicato Stampa</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Dec 2012 20:02:17 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[Continua incessante l&#8217;opera sul territorio dello sportello antiracket dell&#8217;associazione &#8220;Libere terre&#8221; dell&#8217;imprenditore bivonese Ignazio Cutrò, a sostegno di coloro i quali decidono di denunciare le vessazioni della criminalità organizzata. Ospitato nella sede della Confartigianato di Agrigento, in via XXV aprile, lo sportello fin dalla sua inaugurazione ha già dato sostegno e supporto a poco meno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<div style="text-align: justify;">Continua incessante l&#8217;opera sul territorio dello sportello antiracket dell&#8217;associazione &#8220;Libere terre&#8221; dell&#8217;imprenditore bivonese Ignazio Cutrò, a sostegno di coloro i quali decidono di denunciare le vessazioni della criminalità organizzata. Ospitato nella sede della Confartigianato di Agrigento, in via XXV aprile, lo sportello fin dalla sua inaugurazione ha già dato sostegno e supporto a poco meno di dieci imprenditori, decisi nel manifestare il loro &#8220;no&#8221; alla prepotenza mafiosa. Un aiuto, sia morale che legale, che vuole essere da stimolo nella lotta alla mafia e al racket delle estorsioni. &#8220;Il nostro impegno è soprattutto teso a non lasciare soli gli imprenditori che decidono di denunciare – dice Ignazio Cutrò &#8211; , perché la paura più frequente è quella di rimanere soli dopo aver denunciato i propri aguzzini. Noi questo non dobbiamo permetterlo e dobbiamo aiutare lo Stato a dare sostegno ai cittadini &#8216;coraggiosi&#8217;. Soltanto se ci uniamo possiamo vincere&#8221;. Per contattare lo sportello antiracket basta comporre il numero verde 800 92 63 87.</div>
</div>
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		<title>Comunicato Stampa</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Nov 2012 08:25:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[Insorgono le Associazioni: &#8220;Proteggete adeguatamente Ignazio Cutrò e la sua famiglia&#8221; “I testimoni di giustizia vanno protetti con la massima attenzione e accuratezza garantendo agli stessi ed alle loro famiglie di poter svolgere una vita serena e dignitosa. Non è accettabile che Ignazio Cutrò, imprenditore di Bivona (Ag) e testimone di giustizia, debba vivere nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Insorgono le Associazioni: &#8220;Proteggete adeguatamente Ignazio Cutrò e la sua famiglia&#8221;</p>
<p>“I testimoni di giustizia vanno protetti con la massima attenzione e accuratezza garantendo agli stessi ed alle loro famiglie di poter svolgere una vita serena e dignitosa. Non è accettabile che Ignazio Cutrò, imprenditore di Bivona (Ag) e testimone di giustizia, debba vivere nel terrore per aver scelto di denunciare e far condannare un intero clan mafioso che lo taglieggiava. Le disattenzioni nel sistema di protezione denunciate dall&#8217;imprenditore bivonese sono allarmanti. Riteniamo che le direttive in tema di protezione debbano essere rispettate integralmente garantendo l&#8217;utilizzo di personale specializzato per il servizio scorte e che la scelta di sostituire la vigilanza fissa sotto casa con un sistema di telecamere a circuito chiuso vada rivista dato che l&#8217;abitazione della famiglia Cutrò si trova in aperta campagna. I testimoni di giustizia rappresentano elementi preziosi nella lotta alla mafia e dimostrano ogni giorno coraggio e grande levatura morale. Siamo certi che il Ministro degli Interni ed i vertici dell&#8217;Arma dei Carabinieri, verso i quali nutriamo sentimenti di stima e rispetto, sapranno ascoltare il grido di dolore lanciato dall&#8217;imprenditore bivonese e sapranno restituire la giusta tranquillità alla sua famiglia”.</p>
<p>Comunicato stampa congiunto associazioni:</p>
<p>&#8220;S.O.S Democrazia&#8221;, &#8220;Confartigianato Sicilia&#8221;, Antiracket &#8220;Libere Terre&#8221;, Comitato  &#8220;Il Salvagente&#8221;, &#8220;L&#8217;Altra Sciacca&#8221;, Antiracket &#8220;Paolo e Giuseppe Borsellino&#8221;, &#8220;Ad Est&#8221;, &#8220;Fuori dal Coro&#8221;, Presidio &#8220;Libera&#8221; Santa Margherita Belice, &#8220;Socialismo Cristiano&#8221;, &#8220;Agende Rosse Agrigento&#8221;, Comitato &#8220;Pio La Torre Agrigento&#8221;</p>
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		<title>Comunicato stampa</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Sep 2012 07:37:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Comunicato stampa “Per una settimana sono rimasto in Calabria senza scorta e senza alcuna protezione, alla mercé di malintenzionati che avrebbero potuto agevolmente far male a me e ai miei familiari”. Con questa frase shock inizia il lungo racconto della vacanza che la settimana scorsa il testimone di giustizia Ignazio Cutrò aveva regalato alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-family: Helvetica; line-height: normal; -webkit-tap-highlight-color: rgba(26, 26, 26, 0.296875); -webkit-composition-fill-color: rgba(175, 192, 227, 0.230469); -webkit-composition-frame-color: rgba(77, 128, 180, 0.230469); -webkit-text-size-adjust: auto; font-size: medium;" align="CENTER"><span style="color: #222222;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: small;">Comunicato stampa</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-family: Helvetica; line-height: normal; -webkit-tap-highlight-color: rgba(26, 26, 26, 0.296875); -webkit-composition-fill-color: rgba(175, 192, 227, 0.230469); -webkit-composition-frame-color: rgba(77, 128, 180, 0.230469); -webkit-text-size-adjust: auto; font-size: medium;" align="JUSTIFY">“<span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: small;">Per una settimana sono rimasto in Calabria senza scorta e senza alcuna protezione, alla mercé di malintenzionati che avrebbero potuto agevolmente far male a me e ai miei familiari”. Con questa frase shock inizia il lungo racconto della vacanza che la settimana scorsa il testimone di giustizia Ignazio Cutrò aveva regalato alla famiglia dopo anni di paura e tensione, e che in breve si è trasformata in un incubo che ora Cutrò denuncia con forza.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-family: Helvetica; line-height: normal; -webkit-tap-highlight-color: rgba(26, 26, 26, 0.296875); -webkit-composition-fill-color: rgba(175, 192, 227, 0.230469); -webkit-composition-frame-color: rgba(77, 128, 180, 0.230469); -webkit-text-size-adjust: auto; font-size: medium;" align="JUSTIFY"><span style="color: #222222;">“<span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: small;">Succede che dopo anni di privazioni, isolamento ho deciso di regalare alla mia famiglia una settimana di serenità, di relax estivo lontani dalla Sicilia pur senza far venire meno i criteri di sicurezza. Ebbene è successo che accompagnati ed adeguatamente scortati nella località balneare siamo stati lasciati completamente soli. Il personale di scorta resosi conto che non ci avrebbe preso in carico nessuno, e che nessuna scorta era stata predisposta dalle autorità competenti del territorio di Crotone avevano contattato il maresciallo competente di origine per chiedere lumi ma la risposta era stata chiara: lasciate la famiglia Cutrò e tornate in Sicilia”.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-family: Helvetica; line-height: normal; -webkit-tap-highlight-color: rgba(26, 26, 26, 0.296875); -webkit-composition-fill-color: rgba(175, 192, 227, 0.230469); -webkit-composition-frame-color: rgba(77, 128, 180, 0.230469); -webkit-text-size-adjust: auto; font-size: medium;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: small;">Un soggiorno, quello in Calabria, comunicato con congruo anticipo, come sempre, agli organi preposti. I Carabinieri di Crotone, però, sostengono che all&#8217;interno della struttura alberghiera non è necessaria alcuna protezione. Struttura che però spesso era con i cancelli di accesso aperti e che non disponeva di un controllo all&#8217;ingresso; chiunque, scoperto che lì si trovava il testimone e la sua famiglia, avrebbe con calma potuto fare una strage.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-family: Helvetica; line-height: normal; -webkit-tap-highlight-color: rgba(26, 26, 26, 0.296875); -webkit-composition-fill-color: rgba(175, 192, 227, 0.230469); -webkit-composition-frame-color: rgba(77, 128, 180, 0.230469); -webkit-text-size-adjust: auto; font-size: medium;" align="JUSTIFY"><span style="color: #222222;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: small;">“Dopo ore di silenzio ricevo la chiamata di un interlocutore che si identifica come appuntato dell&#8217;Arma che mi dice non mi proteggeranno in albergo e che si faranno vivi solo se io avessi dovuto spostarmi da lì. Gli comunico che reputo questa cosa rischiosa e che avrei chiamato il Ministero. Guarda caso, dopo questa mia frase, l&#8217;uomo mi ha raggiunto in albergo e mi ha detto che eravamo in imminente pericolo e che dovevano spostarci da lì. Ma come: prima ci lasciano da soli, senza tutela alcuna, e poi improvvisamente, dopo che mi ero lamentato con il funzionario della Commissione centrale di protezione, siamo a rischio e ci vogliono nuovamente &#8216;deportare&#8217;? Sentito il funzionario, infatti, i militari ricevono conferma che possiamo rimanere dov&#8217;eravamo e dove sono rimasto fino a questa mattina, senza mai vedere nemmeno per sbaglio carabinieri, né in uniforme né in borghese. Io devo ringraziare i mafiosi distratti e il caso se la nostra vacanza non si è trasformata nel nostro funerale” racconta ancora scosso Cutrò.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-family: Helvetica; line-height: normal; -webkit-tap-highlight-color: rgba(26, 26, 26, 0.296875); -webkit-composition-fill-color: rgba(175, 192, 227, 0.230469); -webkit-composition-frame-color: rgba(77, 128, 180, 0.230469); -webkit-text-size-adjust: auto; font-size: medium;" align="JUSTIFY"><span style="color: #222222;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: small;">Il testimone di giustizia, tra i più importanti in Italia, è intenzionato a portare fino in fondo quanto accaduto, “perché – dice – non è possibile che in terra di &#8216;ndrangheta io e la mia famiglia veniamo lasciati senza alcuna protezione, e invece, per esempio, a scortare il presidente della Repubblica in vacanza ci siano almeno dieci carabinieri. Qual è la differenza tra me e lui? Non abbiamo pari dignità? Io ho combattuto la mafia, quella vera, forse rischio qualcosa in più di lui” spiega Ignazio.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-family: Helvetica; line-height: normal; -webkit-tap-highlight-color: rgba(26, 26, 26, 0.296875); -webkit-composition-fill-color: rgba(175, 192, 227, 0.230469); -webkit-composition-frame-color: rgba(77, 128, 180, 0.230469); -webkit-text-size-adjust: auto; font-size: medium;" align="JUSTIFY"><span style="color: #222222;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: small;">Immediatamente sono arrivati attestati di stima e solidarietà ad Ignazio da parte di due importantissimi testimoni di giustizia come Piera Aiello e Giuseppe Carini che lo hanno raggiunto in Calabria appresa la notizia:</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-family: Helvetica; line-height: normal; -webkit-tap-highlight-color: rgba(26, 26, 26, 0.296875); -webkit-composition-fill-color: rgba(175, 192, 227, 0.230469); -webkit-composition-frame-color: rgba(77, 128, 180, 0.230469); -webkit-text-size-adjust: auto; font-size: medium;" align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: small;">“</span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: small;">Dopo il balletto delle competenze, del rischio improvvisamente conclamato ed altrettanto improvvisamente scomparso, Cutrò e famiglia rimangono soli a se stessi. A testimoniare che tutto questo è realmente accaduto ci sono io, Piera Aiello, che ho vissuto in prima persona perché presente a tutta la pantomima. Mi chiedo se anche in questa assurda situazione il ministero dell&#8217;Interno avrà il coraggio di rispondere lamentando, la pretesa peraltro del tutto destituita di fondamento, questioni di richieste di denaro dei testimoni o se raccogliendo gli ultimi scampoli di dignità rimasta al ministero degli Interni avrà l&#8217;onestà intellettuale di affrontare seriamente la questione dei testimoni di giustizia” ha detto con una nota la Aiello. A lei fa eco Giuseppe Carini, testimone nel processo a carico degli assassini di Don Pino Puglisi: “Quanto è accaduto a Ignazio Cutró non è un fatto accidentale e isolato, ma il segno dell&#8217;abbandono. A fronte di una figura così pulita e trasparente come Ignazio, siamo tutti chiamati a percorrere la stessa strada “per andarlo a trovare”. Che non sia un caso isolato ne è prova il fatto che sono personalmente protagonista, mio malgrado, di una vicenda che mi ha scosso quando, in occasione dell&#8217;anniversario della morte di Rita Atria, sono stato aggredito e malmenato. Noi testimoni di giustizia non siamo paladini, non siamo eroi tantomeno sudditi ma semplici cittadini che chiedono di continuare ad esercitare i propri diritti di cittadinanza alla luce del sole, se non altro perché questa libertà ce la siamo guadagnata. Siamo consapevoli che per avere fatto il nostro dovere, siamo condannati a morte, ma alla paura della morte oggi prevale l&#8217;isolamento e la solitudine nella quale lo Stato ci ha confinato. La morte fa paura, ma la paura di un destino ad oggi quasi ineluttabile ci uccide ogni giorno”.</span></span></span></p>
<p><span class="Apple-style-span" style="font-family: Helvetica; line-height: normal; -webkit-tap-highlight-color: rgba(26, 26, 26, 0.296875); -webkit-composition-fill-color: rgba(175, 192, 227, 0.230469); -webkit-composition-frame-color: rgba(77, 128, 180, 0.230469); -webkit-text-size-adjust: auto; font-size: medium;"><object id="516B1010-8901-45AC-9CC7-6C52C7F49543" style="padding-top: 10px; padding-right: 23px; padding-bottom: 10px; padding-left: 0px;" width="148" height="110" type="apple/mailattachment" filename="comunicato cutrò.doc" filesize="27324" hasviewer="1" isdownloaded="1" isprinting="0"></object></span></p>
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